Ci sono momenti in viaggio che restano impressi nella memoria non per la bellezza di un paesaggio, ma per l’imbarazzo di una comunicazione andata storta.
Il cameriere che vi porta qualcosa di completamente diverso da quello che credevate di aver ordinato. Il taxista che annuisce convinto e poi vi porta dall’altra parte della città. Il cartello di un museo che non riuscite a decifrare e che forse stava spiegandovi qualcosa di fondamentale. Situazioni che capitano a tutti, anche ai viaggiatori più esperti, non appena si esce dalla bolla confortante delle lingue che si conoscono, si parlano e si capiscono.
Sapere come usare Google Traduttore in viaggio (oppure un’altra App simile) nel modo giusto può fare la differenza tra una comunicazione riuscita e un malinteso imbarazzante. Non basta averlo installato sul proprio telefono: bisogna conoscerne tutte le funzioni, i limiti e i trucchi — e soprattutto sapere quale modalità usare a seconda del contesto.
Perché Google Traduttore non è un unico strumento, è almeno cinque strumenti in uno:
- un traduttore testuale,
- un interprete vocale,
- una fotocamera intelligente,
- un frasario offline
- e un assistente per la lettura di pagine web in lingue sconosciute.
Negli ultimi anni l’App ha compiuto un salto qualitativo davvero notevole. La traduzione automatica neurale, introdotta attorno al 2016, ha reso le rese linguistiche molto più naturali rispetto alla vecchia traduzione meccanica parola per parola.
E funzioni come la traduzione visiva in tempo reale, la modalità conversazione e il download delle lingue per l’uso offline lo hanno trasformato da semplice dizionario digitale a vero interprete tascabile, disponibile anche senza connessione, in qualsiasi angolo del mondo.
Questa guida vi spiega come sfruttarlo davvero, nelle situazioni concrete che si incontrano viaggiando: al ristorante, dal medico, in stazione, per strada, in un paese dove l’inglese non lo parla nessuno o quasi nessuno.
Non una lista di funzioni copiata dal sito ufficiale, ma consigli pratici pensati per l’uso sul campo.
NOTA PERSONALE: In questa guida ci concentriamo su Google Traduttore perché è l’App che usiamo praticamente in ogni viaggio e che conosciamo meglio. E’ anche quella che, per la nostra esperienza, offre il miglior equilibrio tra funzioni, affidabilità e facilità d’uso.
Pronti a scoprire come usare Google Traduttore in viaggio? Andiamo!
1- Installazione e configurazione prima di partire
Il primo errore che si commette è aprire Google Traduttore per la prima volta o quasi all’estero, magari con una connessione ballerina e la pressione di qualcuno che vi sta aspettando. L’App si installa in pochi secondi, ma la configurazione intelligente richiede qualche minuto da fare a casa, con calma e col wi-fi.
Scaricate le lingue offline. È la funzione più importante in assoluto. Per farlo andate su Impostazioni > Lingue offline e scaricate tutte le lingue dei paesi che visiterete. I pacchetti pesano dai 40 ai 100 MB circa per lingua, abbastanza leggeri da poter scaricare anche più lingue in una volta sola. Con le lingue offline potete tradurre testi scritti, parlato e persino le immagini senza usare un byte di dati che all’estero con il Rooming scarseggiano sempre.
Impostate la lingua di partenza su “Rileva lingua”. In questo modo l’App riconosce automaticamente in quale lingua è scritto ciò che inserite, senza che voi dobbiate ogni volta specificarlo. Funziona bene per le lingue principali; per lingue meno diffuse o alfabeti non latini conviene indicarla manualmente.
Attivate la sincronizzazione con il vostro Account Google. Se siete loggati, le frasi che salvate come preferite sono disponibili su tutti i vostri dispositivi. Utile se volete preparare da computer una lista di frasi utili prima del viaggio e averle poi disponibili sul telefono.
Familiarizzate con l’interfaccia prima di partire. Sembra banale ma, per la nostra esperienza, non lo è affatto. Chi conosce già dove si trova il pulsante del microfono, dove si accede alla cronologia, come si attiva la modalità conversazione, reagisce molto più velocemente nelle situazioni di stress o quando serve avere una traduzione rapidamente. Importantissimo: fate anche delle prove di traduzione prima di partire familiarizzando con le lingue che poi dovrete tradurre in viaggio.
2- La traduzione testuale: digitare e incollare
È la modalità più semplice e quella che si usa di più: digitate un testo, ottenete la traduzione. Ma ci sono alcuni accorgimenti che fanno la differenza e possono migliorare la qualità della traduzione.
Digitate frasi complete, non parole isolate. Google Traduttore lavora molto meglio sul contesto. Ad esempio, “Vorrei una camera con vista” produce una traduzione più precisa di “camera vista”. Il contesto aiuta l’algoritmo a scegliere il termine giusto tra più opzioni.
Spezzate i testi lunghi o molto lunghi. Se dovete tradurre una lunga descrizione o le istruzioni di un farmaco, è meglio incollarlo a paragrafi o capitoli, piuttosto che tutto insieme. Considerate che generalmente la qualità della traduzione tende a degradare su blocchi di testo molto estesi.
Usate la funzione “Contribuisci”. Quando vedete una traduzione che vi sembra sbagliata o innaturale, potete suggerire una correzione. Non è fondamentale per l’uso in viaggio, ma contribuisce a migliorare lo strumento per tutti.
Controllate sempre la retroversione. Per le comunicazioni importanti come, una richiesta medica, un discorso molto importante, dopo aver tradotto il vostro testo nella lingua straniera, incollate quella traduzione e ritradùcetela in italiano. Se il risultato ha senso e vi soddisfa, la traduzione è probabilmente buona. Se il significato si è stravolto, riformulate la frase originale in modo più semplice e riprovate. A noi è capitato qualche volta e abbiamo risolto riformulando la frase o quando possibile rendendola più semplice. A volte basta anche cambiare una sola parola per ottenere un risultato diverso nella traduzione.
Semplificate la lingua. Evitate ironia, modi di dire, doppie negazioni e costruzioni complesse. “Non è che per caso avreste una camera libera?” diventa molto più traducibile come “Avete una camera libera?”. In viaggio come in molti altri contesti, la semplicità è un alleato, non una limitazione.
3- La traduzione vocale: parlare e ascoltare
Questa funzione trasforma lo smartphone in un interprete in tempo reale. Toccate il microfono, parlate, e la traduzione appare (e può essere anche letta ad alta voce dall’App). È la modalità ideale per comunicare con qualcuno faccia a faccia quando non avete una lingua in comune. Attenzione però che questa funzione di lettura non è sempre disponibile per tutte le lingue.
Usate la modalità “Conversazione”. Invece di toccare il microfono ogni volta che parli tu o parla l’altro, la modalità conversazione ascolta entrambe le voci in alternanza e gestisce i turni automaticamente. Funziona sorprendentemente bene in ambienti silenziosi; in ambienti rumorosi conviene usare la traduzione manuale a turni.
Attivate “Mani libere” per le conversazioni più fluide. In questa sotto-modalità l’App riconosce automaticamente quando avete finito di parlare e avvia la traduzione senza che voi dobbiate toccare niente. Una funzionalità molto comoda, ma richiede una buona connessione o la lingua scaricata offline.
Parlate lentamente e scandite bene le parole e le frasi. Non è necessario urlare o esagerare, ma un ritmo leggermente più lento di quello normale aiuta il riconoscimento vocale, soprattutto con accenti regionali marcati. Come detto sopra, fate anche attenzione agli eventuali rumodi di fondo che possono “interferire o coprire” la vostra voce rendendo più difficile il lavoro di traduzione.
Fate leggere la traduzione ad alta voce all’App. Toccate l’icona dell’altoparlante sotto la traduzione: l’App pronuncia il testo nella lingua straniera. Questo è utilissimo per mostrare fisicamente il telefono all’interlocutore e fargli leggere la traduzione, oppure per sentire come si pronuncia una frase prima di provarci voi.

4- La traduzione con fotocamera: leggere menu, cartelli e documenti con l’App
È probabilmente la funzione più spettacolare e una delle più utili in assoluto. Inquadrate con la fotocamera del telefono un testo scritto, un menu, un cartello stradale, le istruzioni di un elettrodomestico, un’etichetta di un medicinale o di un alimento e la traduzione appare sovrapposta al testo originale in tempo reale.
Modalità istantanea vs. modalità scatto. In modalità istantanea la traduzione appare live mentre muovete la fotocamera: comodo per scorrere rapidamente un menu. Con la modalità scatto fate prima una foto e poi la traduzione viene applicata all’immagine ferma: più precisa, da usare per testi piccoli o documenti importanti.
Funziona anche sulle foto già scattate. Andate su Fotocamera > Importa e seleziona un’immagine dalla galleria. Potete tradurre una foto che avete scattato prima, la foto di un documento che vi ha mandato qualcuno, o anche uno screenshot.
Limiti da conoscere. La traduzione visiva fatica con:
- Scritte in corsivo, font molto decorativi o testi scritti a mano;
- Testo su sfondi complessi o a basso contrasto;
- Foto sfocate o in condizioni di scarsa luce;
- Alfabeti molto complessi come il cinese tradizionale o l’arabo in certi stili calligrafici.
In questi casi è meglio passare alla modalità scatto, inquadrare bene, e aspettare qualche secondo in più.
Usa la funzione “Disegna”. Se una parola è illeggibile dalla fotocamera (scritta a mano, o su una superficie che non si inquadra bene), potete disegnarla con il dito direttamente nell’App. Utile per i caratteri cinesi, giapponesi, arabi o thai, dove a volte si riesce a riprodurre approssimativamente il segno anche senza conoscerlo.
5- La modalità offline: quando non c’è connessione
La connessione dati all’estero non è sempre garantita. Aree rurali, paesi con infrastrutture meno sviluppate, gole di montagna, isole remote, ci sono molti contesti in cui lo smartphone smette di ricevere segnale proprio quando ne avreste più bisogno.
Scaricate le lingue in anticipo, come già detto sopra. Ma vale la pena ribadirlo perché è la cosa che più spesso ci si dimentica di fare. Per non rischiare di dimenticare questo passaggio fondamentale, evitate l’ultimo momento e ricordatevi di scaricare per tempo le lingue appongiandovi al wi-fi di casa.
Cosa funziona offline:
- Traduzione testuale (digitando);
- Traduzione vocale (con alcune limitazioni di qualità);
- Traduzione visiva tramite fotocamera.
Cosa NON funziona offline:
- La traduzione di pagine web (richiede connessione per caricare la pagina);
- La sincronizzazione con l’Account Google;
- Alcune funzioni avanzate di conversazione;
Tenete d’occhio lo spazio sul telefono. Se avete scaricato molte lingue e il telefono ha poco spazio, potreste trovarvi con i pacchetti cancellati automaticamente. Controllate prima di partire che le lingue siano ancora lì e che il telefono non abbia la memoria quasi piena. In quest’ultimo caso valutate di liberare dello spazio.
6- Tradurre pagine web e testi da altre App
Spesso la necessità di tradurre nasce fuori dall’App di Google Traduttore: ad esempio, state leggendo un sito in lingua straniera, avete ricevuto un messaggio su WhatsApp, state guardando la pagina di prenotazione di un hotel.
Su Android è sufficiente selezionare il testo, toccare “Condividi” e scegliere Google Traduttore dall’elenco delle App. In molti browser Android compare anche direttamente l’opzione “Traduci” quando il sito è in lingua straniera. Funzione per noi davvero utilissima e che usiamo spessissimo.
Su iPhone il sistema funziona in modo simile: selezionate il testo, toccate la freccia “Condividi” e scegliete Google Traduttore. Oppure, nel browser Safari, usate la funzione di traduzione nativa di Apple (disponibile su iOS 14 e successivi). Noi su IPhone non lo abbiamo mai usato.
Per intere pagine web, il modo più rapido è usare Google Chrome, che offre la traduzione automatica delle pagine in lingua straniera con un semplice tocco sul banner che appare in basso. Oppure potete copiare l’URL e incollarlo nella barra di ricerca di Google Traduttore (versione Web o App): la pagina viene aperta in versione tradotta.
L’estensione per Chrome su desktop. Se usate un computer portatile in viaggio, l’estensione Google Traduttore per Chrome vi permette di tradurre qualsiasi parola con un clic destro, o intere pagine con un clic sull’icona nella barra degli strumenti.
7- Frasi salvate e frasario: prepararsi prima di partire
Una delle funzioni meno usate ma più intelligenti è la possibilità di salvare frasi e creare un frasario personale consultabile anche offline.
Come salvare una frase. Dopo aver tradotto qualcosa, toccate l’icona a forma di stella sotto la traduzione. La frase viene salvata nella sezione Salvati dell’App.
Create il vostro frasario di viaggio. Prima di partire, prendetevi alcuni minuti e traducete le frasi che sapete già che vi serviranno in viaggio: “Sono allergico a…”, “Dov’è la fermata dell’autobus?”, “Quanto costa?”, “Chiami un medico, per favore”, “Posso avere il conto?”, “Ho perso il portafoglio”, “Dove si trova questo indirizzo?”. Salvatele tutte. Quando ne avrete bisogno, le trovate immediatamente senza dover riscrivere nulla.
Il frasario integrato. Google Traduttore include anche un frasario predefinito organizzato per categorie: frasi di base, viaggi, alloggio, ristorante, emergenze. Lo trovate toccando l’icona a forma di nuvoletta o nella sezione apposita dell’App (la posizione varia leggermente tra le versioni). È un buon punto di partenza, anche se il frasario personalizzato resta più utile perché adattato alle vostre esigenze specifiche. Sul nostro Samsung S25 Ultra questa funzione appare col pulsante: “Fai pratica” ora (nel momento che scriviamo questo articolo) ancora nella versione Beta. Pensiamo che se sviluppata bene in futuro potrebbe rivelarsi davvero molto interessante.
8- Situazioni pratiche: come usarlo davvero sul campo
Al ristorante
Il menu è il caso d’uso più classico. Usate la fotocamera in modalità istantanea per scorrere velocemente i piatti, poi passate alla modalità scatto per le voci su cui volete capire bene gli ingredienti.
Se siete celiaci, intolleranti o avete allergie, non affidatevi solo alla traduzione automatica per comunicarlo al cameriere: preparate in anticipo una carta plastificata o una nota sul telefono con scritto nella lingua locale “Sono allergico a [ingrediente]” è molto più sicuro.
Molti viaggiatori con allergie gravi usano le cosiddette allergy cards, che si trovano anche online già pronte in decine di lingue.

In stazione e negli aeroporti
Orari, binari, avvisi di ritardo, istruzioni per i biglietti automatici: le stazioni dei treni e dei bus e gli aeroporti sono contesti in cui si deve capire velocemente. La fotocamera funziona bene su schermi luminosi.
Se ci sono annunci audio che non capite, potete provare a usare la traduzione vocale puntando il microfono del vostro telefonoverso l’altoparlante, ma i risultati sono variabili in base alla qualità dell’audio.
Dal medico o in farmacia
Qui la precisione conta. Usate la modalità testuale e scrivete lentamente, verificate sempre con la retroversione. Per i nomi di farmaci, sappiate che in molti paesi si usano i nomi dei principi attivi (che sono uguali o simili in tutte le lingue) più che i nomi commerciali: “ibuprofene” è riconoscibile quasi ovunque, mentre il nome della marca italiana potrebbe non esserlo.
Ad esempio se siete in viaggio in Thailandia, non pensate di chiedere al farmacista la Tachipirina, ma chiedete il principio attivo, cioè il Paracetamolo. Ricordatevi che in Italia è un nome commerciale molto diffuso ma all’estero non sanno nemmeno cosa sia.
Se avete una prescrizione medica da mostrare, potete fotografarla e tradurla con la fotocamera.
In taxi o chiedendo indicazioni
Per comunicare una destinazione al tassista, digitate l’indirizzo esatto in italiano e mostrategli la traduzione sullo schermo. Ancora meglio: copiate l’indirizzo già scritto nella lingua locale da Google Maps e mostratelo direttamente, senza traduzione intermedia.
Per chiedere indicazioni a passanti, la modalità conversazione funziona bene se c’è un minimo di silenzio intorno, avete la connessione dati attiva oppure avete scaricato la lingua offline.
Nei musei e nei siti storici
I pannelli esplicativi dei musei spesso contengono testi lunghi e a bassa resa fotografica (sfondo colorato, font decorativo). In questi casi conviene fare uno scatto, ingrandire mentalmente l’area di testo, e usare la modalità scatto invece di quella istantanea.
Se il testo è troppo lungo da fotografare tutto insieme, fate più foto e traducetele a segmenti.
9- Alternative e strumenti complementari
Google Traduttore è ottimo, ma non è l’unico strumento disponibile e non è sempre il migliore.
DeepL è considerato da molti linguisti il traduttore automatico più accurato per le lingue europee, in particolare per le sfumature e lo stile. Ha un’App mobile e una versione Web gratuita. Per testi scritti importanti come email, contratti, lettere formali, vale la pena confrontare le due traduzioni. Noi lo abbiamo sul telefono ed in certe occasioni specifiche lo preferiamo a Google Traduttore. Per noi un’ottima App.
Microsoft Translator offre funzioni simili a Google Traduttore, inclusa la modalità conversazione multiutente (più persone con smartphone diversi possono partecipare alla stessa conversazione tradotta in tempo reale). Utile in contesti di gruppo.
Google Lens è tecnicamente un’App separata ma condivide il motore di traduzione visiva di Google Traduttore. In certi casi la qualità della traduzione da immagine è leggermente superiore, soprattutto su testi sovrapposti a sfondi complessi. Anche questa super consigliata in viaggio, ma anche in molti altri contesti.
Le App di navigazione come Google Maps e Maps.me includono già in sé molta traduzione implicita: nomi di strade, categorie di luoghi, recensioni. Integrare la navigazione con la traduzione — aprire Google Maps per l’indirizzo e Google Traduttore per la comunicazione — è un workflow efficace.
10- Limiti da conoscere e buon senso da applicare
Google Traduttore è potente, ma non infallibile. Saperlo aiuta a usarlo meglio.
Le lingue non sono tutte uguali. Le lingue più diffuse (inglese, spagnolo, francese, tedesco, cinese mandarino, giapponese, arabo) hanno modelli di traduzione molto raffinati. Per lingue meno diffuse — armeno, swahili, tagalog, lingue minoritarie — la qualità scende sensibilmente. In questi casi è utile avere un piano B: un piccolo dizionario cartaceo, un’App specializzata, o semplicemente la consapevolezza che la comunicazione e traduzione sarà più approssimativa.
Il tono si perde facilmente. La traduzione automatica tende a essere formale e neutra. In alcune culture l’eccesso di formalità in una conversazione informale può risultare strano o addirittura scortese. Vale anche il contrario: in culture molto formali, una resa troppo informale può creare imbarazzo.
I falsi amici sopravvivono. Non sempre, ma a volte Google Traduttore cade nelle stesse trappole dei traduttori umani alle prime armi. La retroversione aiuta a smascherare queste situazioni.
Non usarlo per firmare contratti o documenti legali. Per qualsiasi cosa abbia rilevanza legale, contrattuale o medica seria, la traduzione automatica non basta. In questi casi è necessario un traduttore umano o almeno una persona madrelingua di fiducia.
Mostrare lo schermo vale mille parole. Spesso, invece di leggere la traduzione ad alta voce cercando di imitare una pronuncia sconosciuta, è più efficace e più chiaro mostrare direttamente lo schermo all’interlocutore. La maggior parte delle persone capisce benissimo cosa sta succedendo e apprezza lo sforzo.
11- La nostra esperienza con Google Traduttore
Usiamo Google Traduttore da tanti anni, ma dobbiamo essere onesti: all‘inizio le traduzioni lasciavano spesso a desiderare. Rese meccaniche, frasi contorte, termini fuori contesto — lo strumento era utile, ma andava preso con le pinze e interpretato più che letto.
Da qualche tempo, però, qualcosa è cambiato in modo sensibile. Le traduzioni sono diventate più naturali, più contestuali, e le funzioni aggiunte nel tempo — la fotocamera, la modalità offline, la conversazione in tempo reale — hanno trasformato l’App in qualcosa di più utile e completo. Oggi la usiamo con molta più fiducia di quanto non facessimo agli inizi.
In tutti i nostri viaggi Google Traduttore è presente, più o meno attivo a seconda della destinazione. Nei paesi dove l’inglese funziona come lingua franca lo tiriamo fuori di rado; in altri diventa invece uno strumento di grande aiuto e quasi indispensabile.
È stato così in Giappone, dove la barriera linguistica è reale e i caratteri degli alfabeti giapponesi rendono la fotocamera uno strumento prezioso quasi quanto una guida cartacea. È stato così in tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia, Malesia, Singapore e Vietnam, dove le lingue locali sono lontanissime da qualsiasi radice europea e dove anche un semplice menu o un cartello stradale può diventare un rebus senza aiuto.
L’ultimo viaggio in cui ci ha davvero fatto la differenza è stato nel Caucaso, tra Georgia e Armenia. Due paesi meravigliosi, con alfabeti propri e unici, dove l’inglese è parlato nelle grandi città e nelle zone più turistiche, ma non appena ci si allontana dai percorsi principali — nelle campagne, nei villaggi, nei mercati locali, nei piccoli ristoranti di paese — le persone più anziane spesso non lo conoscono affatto. Lì Google Traduttore è diventato un ponte reale: non perfetto, non sempre elegante, ma molto funzionale. Abbastanza da ordinare un pasto, chiedere informazioni, ringraziare come si deve. E a volte abbastanza da trasformare un incontro formale in una piccola conversazione genuina.
Tra tutte le funzioni disponibili, quelle che usiamo di più e che apprezziamo davvero sono tre. La traduzione tramite fotocamera è probabilmente quella che ci ha sorpreso di più: inquadrare un menu, un cartello o un’etichetta e vedere la traduzione apparire sovrapposta al testo in tempo reale è ancora oggi qualcosa che non smette di sembrare quasi magico, soprattutto davanti agli alfabeti georgiano o armeno.
La traduzione vocale è l’altra funzione che entra in gioco regolarmente, soprattutto quando dobbiamo comunicare qualcosa di più complesso a qualcuno che non parla la nostra lingua. Mostrare lo schermo con la traduzione scritta, o far parlare l’App direttamente, funziona quasi sempre meglio di qualsiasi tentativo di pronunciare parole sconosciute.
E poi c’è un uso più piccolo, quasi quotidiano, che forse è quello che ci dà più soddisfazione: tradurre singole parole o frasi brevi e poi ascoltare la pronuncia attraverso l’altoparlante. Non per diventare madrelingua in tre giorni, ma per imparare a dire “grazie”, “buongiorno”, “quanto costa” nella lingua del posto — quelle poche parole che, pronunciate anche con un accento imperfetto, strappano quasi sempre un sorriso.
È per questo che lo consigliamo, e che abbiamo scritto questa guida: non perché sia uno strumento infallibile, ma perché, usato bene, apre porte che altrimenti rimarrebbero chiuse o semi chiuse.
Conclusione
Google Traduttore non sostituirà mai la conoscenza di una lingua straniera — e nemmeno dovrebbe farlo. Imparare anche solo una decina di parole nella lingua del posto in cui si va è sempre un gesto apprezzato, che, come detto sopra, apre porte e crea connessioni che nessuna App può replicare. Ma come strumento di supporto, di comprensione rapida in situazioni nuove e di emergenza è diventato, per noi, qualcosa di straordinario e davvero utilissimo.
Usarlo bene significa usarlo consapevolmente: sapere quando fidarsi, quando verificare, quando il contesto richiede più attenzione. Con un po’ di pratica e la giusta preparazione prima della partenza, Google Traduttore può davvero fare la differenza tra un viaggio complicato e uno fluido — anche nei posti dove nessuno o quasi, parla la vostra lingua.
Leggete qui altri articoli su Travel Tips.
Eccoci al termine di questo lungo articolo nel quale abbiamo visto insieme cosa usare Google Traduttore in viaggio.
Ora la domanda che vi pongo è: avete mai viaggiato in un paese dove Google Traduttore o un’altra App di traduzione si è rivelata indispensabile? Vi aspetto e vi leggo volentieri nei commenti!
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Aggiornato il: 29 Maggio 2026. Grazie per aver letto il mio articolo.
About: Flavio

Viaggiatore curioso, appassionato di fotografia, e travel blogger. Mi è sempre piaciuto viaggiare, ma solo negli ultimi anni sono riuscito a farlo come ho sempre desiderato. Dopo aver viaggiato in più di 42 Nazioni diverse, oggi mi piace raccontare sul blog ogni mia nuova esperienza, in località vicine o in paesi dall’altra parte del Mondo!

