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Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo

Quando si pensa ai Navigli di Milano, oggi vengono subito in mente aperitivi, locali affacciati sull’acqua e passeggiate serali.

In realtà, per secoli i Navigli sono stati molto più di un luogo di ritrovo: rappresentavano il vero sistema logistico della città, una rete di canali che collegava Milano ai laghi, ai fiumi e alle principali rotte commerciali del Nord Italia.

Senza i Navigli, probabilmente il Duomo di Milano non avrebbe mai assunto l’aspetto monumentale che conosciamo oggi.

Pur avendo visitato più volte questa zona della città, non conoscevamo l’affascinante legame tra i Navigli e il Duomo. Abbiamo scoperto questa curiosità soltanto di recente durante alcune ricerche sulla storia di Milano e, dobbiamo ammettere, che ci ha particolarmente sorpreso e affascinato.

Quando abbiamo approfondito l’argomento, ci siamo resi conto che molte persone probabilmente ignorano il ruolo fondamentale che queste vie d’acqua hanno avuto nella realizzazione del monumento simbolo della città. Per questo abbiamo pensato di raccontarla in questo nuovo articolo sul blog.

Pronti a scoprire la storia dei Navigli di Milano e il loro legame con il Duomo? Andiamo!

1- La nascita dei Navigli

Contrariamente a quanto molti credono, i Navigli non furono costruiti per trasportare il marmo del Duomo.

Il primo grande canale, il Naviglio Grande, iniziò infatti a essere realizzato già nel XII secolo e divenne navigabile fino a Milano nel 1272, oltre un secolo prima dell’inizio dei lavori della cattedrale. Il suo scopo principale era trasportare merci, favorire il commercio e irrigare le campagne della pianura lombarda.

Nel corso dei secoli la rete si ampliò con nuovi canali e conche di navigazione, creando un sistema idraulico considerato tra i più avanzati d’Europa. Milano, pur non essendo attraversata da un grande fiume navigabile, riuscì così a trasformarsi in un importante centro commerciale grazie all’acqua.

2- Il Duomo e il marmo di Candoglia

Nel 1386 iniziarono i lavori per la costruzione del Duomo di Milano. In origine il progetto prevedeva una struttura prevalentemente in mattoni, come molte chiese lombarde dell’epoca.

Fu però Gian Galeazzo Visconti a cambiare radicalmente il progetto, scegliendo il pregiato marmo di Candoglia proveniente dalla Val d’Ossola. Questa decisione avrebbe reso il Duomo una delle più spettacolari cattedrali gotiche d’Europa.

La scelta di utilizzare proprio quel marmo non fu casuale. Le cave si trovavano infatti in una posizione perfetta per sfruttare le vie d’acqua già esistenti.

I blocchi venivano caricati sul fiume Toce, attraversavano il Lago Maggiore, scendevano lungo il Ticino e raggiungevano Milano attraverso il Naviglio Grande. Una volta arrivati in città, continuavano il loro viaggio fino a un piccolo bacino artificiale costruito vicino al cantiere della cattedrale.

Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo.
Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo

3- Il porto di Via Laghetto

Per facilitare il trasporto dei materiali, nel 1388 venne scavato il Laghetto di Santo Stefano, nell’area dove oggi si trova Via Laghetto, a pochi passi dal Duomo.

Questo piccolo porto urbano permetteva ai barconi di arrivare praticamente davanti al cantiere. I giganteschi blocchi di marmo venivano scaricati qui e trasportati per poche centinaia di metri fino alle officine degli scalpellini che lavoravano giorno e notte alla costruzione della cattedrale.

Ogni volta che ripensiamo a questa storia ci sorprende il fatto che, camminando oggi per Via Laghetto, una strada in cui ci siamo trovati a passare anche noi durante le nostre visite a Milano, non ci sia quasi nulla che racconti il suo straordinario passato. Eppure il suo nome continua a ricordare uno dei luoghi più importanti della storia urbana milanese.

Per oltre cinque secoli, infatti, qui si trovò un piccolo specchio d’acqua collegato ai Navigli, dove attraccavano le imbarcazioni cariche del prezioso marmo di Candoglia destinato alla costruzione di nientemeno che uno dei monumenti più iconici d’Italia: il Duomo di Milano.

Oggi del laghetto non rimane più traccia visibile, ma conoscere questa storia permette di osservare Via Laghetto con occhi diversi e di immaginare il continuo via vai di barche e lavoratori che per secoli contribuirono alla realizzazione della cattedrale simbolo di Milano.

4- L’origine dell’espressione “a ufo”

Uno degli aneddoti più curiosi legati ai Navigli riguarda una parola che utilizziamo ancora oggi.

I blocchi di marmo destinati alla costruzione del Duomo viaggiavano esenti da tasse e pedaggi grazie a una concessione speciale di Gian Galeazzo Visconti. Per identificare il carico, sulle imbarcazioni compariva la sigla:

A.U.F. – Ad Usum Fabricae, che significa letteralmente “destinato alla Fabbrica del Duomo“.

Secondo una tradizione molto diffusa, da questa sigla deriverebbe l’espressione italiana “a ufo” (che noi veneti diciamo “a uffa”), utilizzata ancora oggi per indicare qualcosa ottenuto gratuitamente. Gli studiosi discutono ancora sull’effettiva origine linguistica del termine, ma il collegamento con i trasporti del Duomo è rimasto fortemente radicato nella cultura milanese.

Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo.
Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo

5- Leonardo da Vinci e i Navigli

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento anche Leonardo da Vinci studiò il sistema dei Navigli.

Durante il suo soggiorno a Milano al servizio di Ludovico il Moro, osservò il funzionamento delle conche di navigazione e realizzò numerosi disegni e studi sull’idraulica.

Spesso si sente dire che Leonardo abbia inventato i Navigli, ma non è vero. Quando arrivò a Milano il sistema esisteva già da secoli. Il suo contributo riguardò piuttosto il perfezionamento di alcune soluzioni tecniche e lo studio delle chiuse, che contribuirono a migliorare la navigazione.

6- I Navigli di Milano come motore economico della città

Per centinaia di anni le vie d’acqua furono il principale sistema di trasporto della città.

Lungo i Navigli transitavano:

  • marmo e pietre da costruzione;
  • legname proveniente dalle Alpi;
  • carbone;
  • cereali e prodotti agricoli;
  • vino;
  • merci destinate ai mercati cittadini.

Milano era collegata commercialmente ai laghi lombardi e, attraverso il Po, anche al mare Adriatico. Per l’epoca rappresentava un’infrastruttura straordinariamente moderna.

7- Perché i Navigli furono coperti

Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento la situazione cambiò radicalmente.

L’arrivo della ferrovia e dei trasporti su gomma rese progressivamente meno utile la navigazione commerciale. Inoltre molti canali interni venivano considerati poco igienici e responsabili di cattivi odori.

Tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento gran parte della Cerchia dei Navigli venne coperta e trasformata in strade. Milano assunse così l’aspetto moderno che conosciamo oggi, perdendo però una parte significativa del proprio patrimonio storico.

Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo.
Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo

8- La situazione attuale: è rimasta quella originale?

Assolutamente no. L’attuale sistema dei Navigli è solo una parte della rete storica che esisteva nei secoli passati.

Oggi sono ancora visibili principalmente:

  • il Naviglio Grande;
  • il Naviglio Pavese;
  • il Naviglio della Martesana;
  • la Darsena, completamente riqualificata negli ultimi anni.

Mentre il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e la Darsena si trovano nella zona Sud-Occidentale della città e costituiscono il cuore della celebre area dei Navigli, il Naviglio della Martesana si sviluppa nella parte Nord-Orientale di Milano. Meno conosciuto dai turisti, è particolarmente apprezzato dai residenti per le sue piste ciclabili, le aree verdi e l’atmosfera più tranquilla rispetto alla vivace zona della Darsena.

La maggior parte dei canali interni che attraversavano il centro storico è stata invece interrata o coperta. Via Senato, Via Francesco Sforza, Via San Damiano e molte altre strade sorgono infatti sopra gli antichi corsi d’acqua.

Negli ultimi anni si è tornati a discutere della possibile riapertura di alcuni tratti dei Navigli storici, un progetto che divide cittadini, urbanisti e amministratori ma che dimostra quanto queste vie d’acqua continuino a rappresentare un elemento identitario per Milano.

9- I Navigli oggi

Se un tempo erano il cuore logistico della città, oggi i Navigli sono uno dei quartieri più caratteristici e visitati di Milano.

Passeggiando lungo il Naviglio Grande è difficile immaginare che proprio da queste acque siano transitati per oltre cinque secoli i blocchi di marmo destinati al Duomo. Eppure gran parte della storia di Milano, del suo commercio e persino della sua cattedrale più famosa è passata proprio da qui.

I Navigli non sono soltanto un luogo della movida milanese: sono il racconto vivente di come l’acqua abbia contribuito a costruire la città, collegandola al resto del territorio e rendendo possibile la realizzazione di uno dei monumenti più iconici d’Italia.

Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo.
Navigli di Milano: storia, curiosità e il legame con il Duomo

La nostra opinione su Navigli

A noi i Navigli piacciono molto e rappresentano una delle zone di Milano in cui torniamo più volentieri. Apprezziamo particolarmente il Naviglio Grande, la Darsena dopo l’importante riqualificazione degli ultimi anni e la splendida vista dell’Arco di Porta Ticinese.

Quasi ogni volta che visitiamo Milano, se ne abbiamo l’occasione, facciamo una passeggiata lungo i canali, anche solo per respirare un’atmosfera diversa dal resto della città. Quello che apprezziamo meno è l’eccesso di movida che caratterizza alcune serate, soprattutto nei fine settimana.

Per questo preferiamo visitare la zona durante il giorno o nelle ore più tranquille, quando è possibile godersi con maggiore calma il fascino storico dei Navigli.

10- Cosa vedere ai Navigli di Milano: i luoghi da non perdere

Dopo aver scoperto la storia dei Navigli e il loro ruolo nella costruzione del Duomo, potrebbe venirvi voglia di esplorare di persona questa affascinante zona di Milano. Ecco alcuni luoghi che vi consigliamo di non perdere:

  • La Darsena: L’antico porto di Milano. È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto e per vivere l’atmosfera vibrante del quartiere. Da non perdere anche l’Arco di Porta Ticinese e la storica Quercia rossa del ticinese, un albero piantato nel 1924 in onore degli alpini caduti nella Grande Guerra, situato in Piazza Ventiquattro Maggio, uno dei più antichi di Milano con un’età stimata di oltre cent’anni.
  • Naviglio Grande: Il più famoso e ricco di vita. Lungo le sue sponde si affacciano le tipiche “case di ringhiera” milanesi, botteghe artigiane e innumerevoli locali per il classico aperitivo.
  • Vicolo dei Lavandai: Un pittoresco angolo rimasto intatto. Un tempo lavatoio pubblico, conserva ancora le vecchie strutture in legno utilizzate dalle donne del quartiere per lavare i panni.
  • Ponte Alda Merini: Intitolato alla celebre “poetessa dei Navigli”, si trova lungo il Naviglio Grande ed è un luogo simbolo per chi ama la cultura e la poesia.
  • Mercato dell’Antiquariato: Se visitate Milano nell’ultima domenica del mese, il Naviglio Grande si trasforma in un enorme mercato all’aperto dove trovare vintage, mobili e pezzi unici.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio: una chiesa deliziosa, situata praticamente di fronte al Ponte Alda Merini. Se la trovate aperta dedicategli una breve visita.
  • Se amate la vita notturna, i Navigli, con tanti bar e ristoranti lungo i canali, fanno al caso vostro.
  • A poca distanza dai Navigli, verso Ovest in direzione della Stazione di Porta Genova, vi segnaliamo anche BASE Milano, un importante polo creativo all’interno dell’ex area industriale Ansaldo e il MUDEC il Museo delle Culture. Progettato dall’architetto inglese David Chipperfield, è uno dei musei contemporanei più importanti della città di Milano.
  • Tornando verso il centro città, Via Laghetto: Oggi è una tranquilla strada del centro storico e non conserva più il laghetto che le ha dato il nome. Tuttavia, se avete letto la storia raccontata in questo articolo, vale la pena passarci per immaginare il luogo in cui per secoli arrivarono le imbarcazioni cariche del marmo di Candoglia destinato alla costruzione del Duomo.

Dove mangiare ai Navigli: La zona offre decine di ristoranti, trattorie e locali per l’aperitivo. Se avete tempo, vi consigliamo di fermarvi per assaggiare qualche specialità milanese o semplicemente per godervi l’atmosfera lungo il canale.


Leggete qui altri articoli su: Milano.


Siamo giunti al termine di questo articolo nel quale abbiamo scoperto insieme i Navigli di Milano, il loro legame con il Duomo e l’importanza che hanno avuto per lo sviluppo della città.

E voi, conoscevate il legame tra i Navigli e la costruzione del Duomo di Milano? Vi aspetto qui sotto nei commenti!

Mi raccomando, se ancora non lo fate, seguite le mie avventure di viaggio sui social! Vi aspetto sulle pagine Instagram viaggiaconflavio e Facebook. Siete i benvenuti!

Aggiornato il: 11 Giugno 2026. Grazie per aver letto il mio articolo.

About: Flavio

Viaggiatore curioso, appassionato di fotografia, e travel blogger. Mi è sempre piaciuto viaggiare, ma solo negli ultimi anni sono riuscito a farlo come ho sempre desiderato. Dopo aver viaggiato in più di 42 Nazioni diverse, oggi mi piace raccontare sul blog ogni mia nuova esperienza, in località vicine o in paesi dall’altra parte del Mondo!

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